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Upaniṣad
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top
Le mwbamwbqUpaniṣad (mwbgin sanscrito mwbwउपनिषद्) sono un insieme di testi religiosi e filosofici mwcaindiani composti in mwcqlingua sanscrita a partire dal mwcgIX-mwcwVIII secolo a.C. fino al mwdaIV secolo a.C. (le quattordici mwdqUpaniṣad mwdgvediche) anche se progressivamente ne furono aggiunte di minori fino al mwdwXVI secolo raggiungendo un numero complessivo di circa trecento opere aventi questo nome.

mwfwTrasmesse per via orale, furono messe per iscritto per la prima volta nel 1656 quando il mwgasultano mwgqmusulmano mwggDara Shikoh (1615-1659) ordinò la traduzione dal mwgwsanscrito al mwhapersiano di cinquanta di esse e quindi la loro resa in forma scrittacite-ref-1[1].

Il termine mwigUpaniṣad deriva dalla radice verbale sanscrita mwiwsad (sedersi) e dai prefissi mwjaupa e mwjqni (vicino) ossia "sedersi vicino", ma più in basso (ad un mwjgmwjwguru, o maestro spirituale), suggerendo l'azione di ascolto di insegnamenti spirituali.

Questo termine richiama chiaramente, come evidenziato da mwkqMario Piantellicite-ref-2[2], anche un insegnamento "esoterico". Significativo è che persino la mwlgmwlwBhagavadgītā si qualificava come mwmaupaniṣad nel mwmqcolophon dei manoscritti del mwmgmwmwMahābhārata e che, evidenzia Piantelli ricordando le note dell'antico commentatore Bhāskara, le persone di bassa castacite-ref-3[3] che l'avessero ascoltata avrebbero subito la stessa sorte di coloro che avessero ascoltato le mwoaUpaniṣad senza averne la qualifica: gli sarebbe stato versato del piombo fuso nelle orecchie. mwoqGianluca Magi, al contrario, ritiene che la segretezza di tali testi non includesse una distinzione di origine o di classe. Questo spiega la ragione per cui le mwogUpaniṣad non furono mai messe per iscritto ma sempre trasmesse per via orale solo a persone che erano autorizzate a riceverne gli insegnamenti.

Le mwpaUpaniṣad sono, dunque, commentari "segreti" (mwpqrahasya) dei mwpgmwpwVeda, nonché loro 'fine', nel senso di completamento dell'insegnamento vedico; per questo motivo sono anche conosciuti come mwqamwqqVedānta (Fine dei Veda) e sono alla base del pensiero religioso indiano che attraverso il mwqgBrahmanesimo giungerà, nella nostra era, a costituire quel complesso di dottrine e pratiche che va sotto il nome di mwqwInduismo.

Contents

Note

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Origine e funzione delle Upaniṣad

La maggior parte degli studiosi contemporaneicite-ref-4[4] ritiene l'avvio della loro composizione a partire dal IX-VIII secolo a.C.

Le mwtqUpaniṣad fungono da commentari o estensioni rispettivamente di ognuno dei quattro mwtgmwtwVeda (mwuaṚgveda, mwuqSāmaveda, mwugYajurveda e mwuwAtharvaveda) e unitamente ai mwvamwvqVeda, ai mwvgmwvwBrāhmaṇa e agli mwwa mwwqĀraṇyaka rappresentano, secondo la tradizione induista, la cosiddetta mwwgmwwwŚruti ovvero la sapienza per come è stata rivelata dall'Assoluto ai loro mistici cantori indicati come mwxamwxqṛṣi i quali si sarebbero limitati alla sua trasmissione orale.

La loro datazione è difficile e controversa, ma risultando opere comunque successive ai mwxwmwyaBrāhmaṇa, la somiglianza nello stile e nei contenuti di alcune di queste può far stabilire con sufficiente contezza la loro collocazione temporale. Per questa ragione le mwyqUpaniṣad più antiche vengono indicate come mwygvediche.

Tali mwzaUpaniṣad vediche si inseriscono nella tradizione degli mwzqmwzgĀraṇyaka

Le Upaniṣad vediche

Le mwagUpaniṣad più antiche, altrimenti dette "vediche", risultano essere quattordicicite-ref-5[5]:

• mwcqmwcgBṛhadāraṇyaka Upaniṣad collegata al mwcwSukla Yajurveda.
• mwdqmwdgChāndogya Upaniṣad collegata al mwdwSāmaveda
• mweqmwegAitareya Upaniṣad collegata al mwewṚgveda.
• mwfqmwfgTaittirīya Upaniṣad collegata al mwfwKṛṣṇa Yajurveda.
• mwgqKauṣitakī Upaniṣad collegata al mwgwṚgveda.
• mwhqKena Upaniṣad collegata al mwhwSāmaveda.
• mwiqmwigĪṣa Upaniṣad collegata al mwiwSukla Yajurveda.
• mwjqKaṭha Upaniṣad o mwjwKaṭhaka Upaniṣad collegata al mwkaKṛṣṇa Yajurveda.
• mwkgmwkwŚvetāśvatara Upaniṣad collegata al mwlaKṛṣṇa Yajurveda.
• mwlgPraśna Upaniṣad collegata allmwma'mwmqAtharvaveda.
• mwmwmwnaMuṇḍaka Upaniṣad collegata allmwnq'mwngAtharvaveda.
• mwoaMahānārāyaṇa Upaniṣad collegata allmwog'mwowAtharvaveda.
• mwpqmwpgMāṇḍūkya Upaniṣad collegata allmwpw'mwqaAtharvaveda.
• mwqgMaitrī Upaniṣad o mwraMaitrāyaṇīa Upaniṣad collegata al mwrqKṛṣṇa Yajurveda.

Le differenti tradizioni induiste forniscono elencazioni diverse che vanno da dieci a diciotto opere.

William K. Mahonycite-ref-op-cit-6-0[6], facendo riferimento alle analisi mwtqfilologiche sui testi, evidenzia tra queste tre raggruppamenti cronologici:

1. Le mwuaUpaniṣad più antiche, risalenti al IX-VII secolo a.C., risulterebbero mwuqBṛhadāraṇyaka, mwugChāndogya, mwuwAitareya, mwvaTaittirīya e mwvqKauṣitakī, nonché le parti in prosa della mwvgKena. Queste mwvwUpaniṣad o parti di esse sarebbero quindi precedenti alla fondazione del mwwaBuddhismo. mwwqBṛhadāraṇyaka e mwwgChāndogya risulterebbero inoltre le più antiche in assoluto, la mwwwKena la più recente tra queste. Il loro stile, mwxaallegorico è simile agli mwxqmwxgĀraṇyaka e fungono da supporto mwxwteologico e filosofico delle mwyaUpaniṣad successive.
2. mwygKaṭha, mwywĪṣa , mwzaŚvetāśvatara, mwzqMuṇḍaka, mwzgMahānārāyaṇa, nonché le parti metriche della mwzwKena, sono riferibili al VI-V secolo a.C. Queste mw0aUpaniṣad iniziano a manifestare delle divisioni scolastiche e marcano un uso meno frequente delle mw0qmetafore.
3. mw0wPraśna, mw1aMaitrī, mw1qMāṇḍūkya, ma anche le mw1gPaiṅgala Upaniṣad e mw2aJābāla Upaniṣad, risultano essere più tarde in quanto composte in un mw2gsanscrito che somiglia più al sanscrito classico che a quello mw3avedico. È probabile che apparvero all'inizio del IV secolo a.C., anche se la loro datazione è piuttosto incerta.

Le dottrine delle Upaniṣad vediche

Le dottrine esposte nelle mw4aUpaniṣad non rappresentano un pensiero filosofico o religioso organizzato quanto piuttosto un approfondimento delle concezioni vediche.

Così, se nel mw4g mw4wṚgveda viene suggerita una unità sottostante alle divinità (mw5amw5qDeva):

(sanscrito)

«indraṃ mitraṃ varuṇamaghnimāhuratho divyaḥ sa suparṇo gharutmān ekaṃ sad viprā bahudhā vadantyaghniṃ yamaṃ mātariśvānamāhuḥ»

(italiano)

«Indra, Mitra, Varuṇa, Agni lo hanno chiamato e anche divino Garútman dalle meravigliose ali,

una unica Realtà i saggi in modo molteplice invocano, Agni, Yama, Mātariśvān lo hanno chiamato»

(Ṛgveda, I, 164,46)

e nel mw6aSamāvidhāna mw6qBrāhmaṇa (I,1,3) tale unità è indicata nel mw6gmw6wBrahman:

(sanscrito)

«brahma ha vā idam agra āsīt tasya tejoraso 'tyaricyata sa brahmā samabhavat sa tūṣṇīṃ manasādhyāyat tasya yan mana āsīt sa Prajāpatir abhavat»

(italiano)

«In origine vi era il Brahman soltanto; poiché il succo della sua forza si espandeva, divenne Brahmā. Brahmā meditò in silenzio con la mente e la sua mente divenne Prajāpati»

(Samāvidhāna Brāhmaṇa (I,1,3))

per la mw7gmw7wBṛhadāraṇyaka Upaniṣad occorre comprendere che non vi è differenza non solo tra gli Dei ma anche tra gli Dei, gli uomini e il Tutto:

(sanscrito)

«brahma vā idam agra āsīt tad ātmānam evāvet ahaṃ brahmāsmīti tasmāt tat sarvam abhavat tad yo yo devānāṃ pratyabudhyata sa eva tad abhavat tatharṣīnām tathā manuṣyāṇām tad dhaitat paśyann ṛṣir vāmadevaḥ pratipede 'haṃ manur abhavaṃ sūryaś ceti tad idam apy etarhi ya evaṃ vedāhaṃ brahmāsmīti sa idaṃ sarvaṃ bhavati tasya ha na devāś canābhūtyā īśate ātmā hy eṣāṃ sa bhavati atha yo 'nyāṃ devatām upāste 'nyo 'sāv anyo 'ham asmīti na sa veda yathā paśur evaṃ sa devānām yathā ha vai bahavaḥ paśavo manuṣyaṃ bhuñjyur evam ekaikaḥ puruṣo devān bhunakti ekasminn eva paśāv ādīyamāne 'priyaṃ bhavati kim u bahuṣu tasmād eṣāṃ tan na yaṃ yad etan manuṣyā vidyuḥ»

(italiano)

«In verità all'inizio questo universo era unicamente Brahman, questi conobbe sé stesso "Io sono Brahman" ed esso era Tutto. Così gli Dei (

deva

) che si svegliavano a tale pensiero (

pratyabudhyata

) diventarono anche loro

Brahman

così per i

ṛṣi

e per gli uomini (

manuṣyā

). Comprendendo ciò il

ṛṣi

Vāmadeva affermò: "Io fui Manu io fui il Sole (

Sūrya

)". E colui che ancora oggi comprende: "Io sono il

Brahman

" costui è il Tutto e neppure gli Dei possono impedirglielo, in quanto diventa il Sé (

atman

) di loro stessi. Quello che venera una divinità ritenendo che essa sia altra da sé "Altri è Dio, altri sono io" quello non sa. Per gli Dei è come una bestia. Così come le bestie nutrono gli uomini, gli uomini nutrono [attraverso i sacrifici] gli Dei. Come perdere un animale è cosa sgradevole, più grave è perderne molti. Per questa ragione non piace agli Dei che gli uomini conoscano questo»


Su questo mw8gGianluca Magicite-ref-7[7] chiosa:

«Il problema filosofico fondamentale delle

Upaniṣad

, al quale tutti gli altri possono essere considerati subordinati, è quello della vera natura di ciò che esiste. I pensatori delle

Upaniṣad

considerano che dietro ogni manifestazione, di qualunque natura essa sia, si debba trovare un fondamento autoesistente e incondizionato, un principio che viene chiamato appunto

brahman

»

Nella mw-qmw-gChāndogya Upaniṣad con tale principio assoluto viene identificato anche ogni principio individuale, l'mw-wmw-aātman:

(sanscrito)

«tasya kva mūlaṃ syād anyatrādbhyaḥ adbhiḥ somya śuṅgena tejo mūlam anviccha tejasā somya śuṅgena sanmūlam anviccha sanmūlāḥ somyemāḥ sarvāḥ prajāḥ sad āyatanāḥ satpratiṣṭhāḥ yathā nu khalu somyemās tisro devatāḥ puruṣaṃ prāpya trivṛt trivṛd ekaikā bhavati tad uktaṃ purastād eva bhavati asya somya puruṣasya prayato vāṅ manasi saṃpadyate manaḥ prāṇe prāṇas tejasi tejaḥ parasyāṃ devatāyām sa ya eṣo 'ṇimaitad ātmyam idaṃ sarvam tat satyam sa ātmā tat tvam asi śvetaketo iti bhūya eva mā bhagavān vijñāpayatv iti tathā somyeti hovāca»

(italiano)

«"E, dove risiederà la radice del corpo se non nell'acqua? Analogamente se riteniamo il germoglio l'acqua, figlio mio, il calore (

tejas

) sarà la sua radice. Se consideriamo il calore un germoglio l'essere (

sat

) sarà la radice. Tutti i viventi hanno le proprie radici nell'essere (

sat

), si basano sull'essere, si sostengono sull'essere. Ora mio caro ti è stato detto come queste tre divinità pervenute nell'uomo siano divenute triplici. Quando un uomo muore, mio caro, la parola rientra nella mente, la sua mente rientra nel soffio vitale, il soffio vitale rientra nel calore e questi rientra nella suprema divinità. Qualunque sia questa essenza sottile, tutto l'universo è costituito di essa, essa è la realtà di tutto, essa è l'

Ātman

. Quello sei tu (

Tat tvam Asi

) o Śvetaketu!". "Continua il tuo insegnamento o signore!". "Bene, mio caro" gli rispose.»


In questo brano è enunciata una delle grandi frasi (mw-wmahāvākya): mwaqaTat tvam Asi, "Quello sei Tu", Gianluca Magicite-ref-op-cit-6-1[6] nota:

«Il principio della verità ultima è quello per cui l'identico, il principio universale (

tat

, "quello", che rappresenta il

brahman

) si manifesta apparentemente come differente (

tvam asi

, "sei tu", che rappresenta l'

atman

, l'aspetto individuale e soggettivo del

brahman

) pur mantenendosi identico in se stesso»

(Magi 2006, p. 11934)

Altra dottrina fondamentale che emerge, per la prima volta, dalle mwaqcUpaniṣad è quella del mwaqgmwaqkkarman, la dottrina della rinascita, e della conseguente dottrina del mwaqomwaqsSaṃsāra, il ciclo di vita, morte e rinascitacite-ref-8[8]:

(sanscrito)

«atha ye yajñena dānena tapasā lokāñ jayanti te dhūmam abhisaṃbhavanti dhūmād rātrim rātrer pakṣīyamāṇapakṣam apakṣīyamāṇapakṣād yān ṣaṇ māsān dakṣiṇāditya eti māsebhyaḥ pitṛlokam pitṛlokāc candram te candraṃ prāpyānnaṃ bhavanti tāṃs tatra devā yathā somaṃ rājānam āpyāyasvāpakṣīyasvety evam enāṃs tatra bhakṣayanti teṣāṃ yadā tat paryavaity athemam evākāśam abhiniṣpadyante ākāśād vāyum vāyor vṛṣṭim vṛṣṭeḥ pṛthivīm te pṛthivīṃ prāpyānnaṃ bhavanti te punaḥ puruṣāgnau hūyante tato yoṣāgnau jāyante lokān pratyuthāyinas ta evam evānuparivartante atha ya etau panthānau na vidus te kīṭāḥ pataṅgā yad idaṃ dandaśūkam»

(italiano)

«Coloro che conquistano i mondi celesti con il sacrificio, l'elemosina, l'ascesi, costoro entrano nel fumo, dal fumo [passano] nella notte, dalla notte nella quindicina della luna calante, dalla quindicina della luna calante nel semestre in cui il sole si muove verso il Sud, da questo semestre nel "mondo dei Mani, dal mondo dei Mani nella luna. Giunti che siano alla luna, essi diventano nutrimento e gli dei quivi se ne cibano come si cibano della luna con le parole "Accresciti, riduciti!". Poiché questa [sosta] è per essi terminata, allora ritornano nello spazio, dallo spazio passano nel vento, dal vento nella pioggia, dalla pioggia sulla terra. Giunti che siano sulla terra, diventano cibo e di nuovo sono sacrificati in quel fuoco che è l'uomo e rinascono in quel fuoco che è la donna. Giungendo ai diversi mondi, continuano così il loro ciclo. Ma coloro che non conoscono queste due vie, rinascono come vermi, insetti e tutte le specie che mordono»


Le Upaniṣad posteriori

In aggiunta alle mwarqUpaniṣad vediche vengono elencate delle mwaruUpaniṣad considerate posteriori in quanto di epoca medievale e non riconosciute universalmente come mwarymwarcŚruti. L'importanza di queste mwargUpaniṣad posteriori è collegata direttamente alla scuola o comunità mwarkhindū che se ne fa propugnatrice, prevalendo a volte in questi casi, come fondamento religioso, persino su quelle "vediche".

La maggioranza di queste mwarsUpaniṣad è composta in sanscrito classico ed è collegata all'mwar0mwar4Atharvaveda, risentendo l'influenza o della filosofia mwar8mwasasāṃkhya, o di quella di indirizzo mwasemwasiyogico, o delle dottrine mwasmteistiche ad esempio mwasqśivaite o mwasuviṣnuite.

William K. Mahonycite-ref-op-cit-6-2[6] procede a differenziarle, secondo la loro natura e secondo gli indirizzi tradizionali, in sei gruppi principali:

• mwas4Upaniṣad del mwas8Vedānta. Sono circa una trentina mwataUpaniṣad che rispecchiano come stile e dottrine le mwateUpaniṣad vediche, senza addentrarsi in analisi di tipo scolastico, non sono considerate "vediche" in quanto non compaiono nei commentari tradizionali. Tra queste: la mwatiMuktitka, mwatmGarba, mwatqĀtman, mwatuĀdhyatman, mwatyBrahmā, mwatcPiṇḍa.
• mwatkUpaniṣad dello mwatoYoga. Riflettono pratiche ascetiche tipiche degli ambienti mwatsmwatwyogici dove sono state elaborate. Centrale è la pratica meditativa sulla sacra sillaba mwat0mwat4Oṃ. Tra queste: mwat8Yogattatva, mwauaYogakuṇdalī, mwaueAmṛtabindhu, mwauiDhyanabhindu, mwaumSāndilya, mwauqVarāha.
• mwauyUpaniṣad mwaucSaṃnyāsa. Sono mwaugUpaniṣad dei mwaukmwauosaṃnyāsa, gli asceti rinuncianti. Hanno come obiettivo il distacco dal mwausmwauwsaṃsāra e, tra le altre, elencano: mwau0Saṃnyāsa, mwau4Aśrama, mwau8Nāradaparivrājaka, mwavaParamahaṃsa.
• mwaviUpaniṣad mwavmMantra. Sono mwavqUpaniṣad 'esoteriche' che hanno come oggetto le sillabe e i suoni, tra queste: mwavuTārasāra, mwavyKalisaṃtaraṇa , mwavcNārāyaṇa.
• mwavkUpaniṣad mwavośivaite. Ispiratrice di queste mwavsUpaniṣad potrebbe essere la vedica mwavwmwav0Śvetāśvatara Upaniṣad con il ruolo importante affidato a mwav4Rudra, divinita vedica precursore di mwav8Śiva. In queste mwawaUpaniṣad, Śiva viene identificato come espressione del Sé (mwawemwawiātman). Tra queste: mwawmKaivalya, mwawqNīlarudra, mwawuKālāgnirudra.
• mwawcUpaniṣad mwawgviṣnuite. Ispiratrice, secondo la tradizione, di queste mwawkUpaniṣad è la vedica mwawomwawsĪṣa Upaniṣad. In queste mwawwUpaniṣad mwaw0Visnù viene identificato come espressione del Sé (mwaw4mwaw8ātman). Tra queste: mwaxaMaha, mwaxeNṛsimhapūrvatāpanīya, mwaxi Rāmapūrvatāpanīya, mwaxmNṛsimhottarātpaīya.

Le 108 Upaniṣad elencati nella Muktikā Upaniṣad

Nei primi versi (I,30-39) di una mwaxgUpaniṣad medievale, la mwaxkMuktikā Upaniṣad, vengono elencate 108 ''mwaxoUpaniṣad divenute 'tradizionali' secondo le scuole mwaxsadvaite. Esse sono tradizionalmente catalogate come:

• Genere mwax8mukhya: termine mwayasanscrito traducibile con "inizio", "guida", "principale", indica le mwayeUpaniṣad vediche.
• Genere mwaymmwayqvedānta: termine che indica, in questo caso, l'omonima scuola filosofica e religiosa. Sono piuttosto legate alle mwayuUpaniṣad vediche conservando poco o nulla degli insegnamenti propri delle scuole successive.
• Genere mwaycmwaygsaṃnyāsa: sono mwaykUpaniṣad che esaltano la vita dell'asceta (mwayosaṃnyāsa) promuovendone i principi e le tecniche di liberazione.
• Genere mwaywśakta: sono relative alle scuole di tradizione mway0mway4śakta.
• Genere mwazaśivaite: sono relative alle scuole di tradizione mwazemwaziśivaita.
• Genere mwazqviṣnuite: sono relative alle scuole di tradizione mwazumwazyviṣnuita.

1. Īṣa (collegata al Sukla Yajurveda, genere mukhya)
2. Kena (collegata al Sāmaveda, genere mukhya)
3. Kaṭha (collegata al Kṛṣṇa Yajurveda, genere mukhya)
4. Praśna (collegata all' Atharvaveda, genere mukhya)
5. Muṇḍaka (collegata all' Atharvaveda, genere mukhya)
6. Māṇḍūkya (collegata all' Atharvaveda, genere mukhya)
7. Taittirīya (collegata al Kṛṣṇa Yajurveda, genere mukhya)
8. Aitareya (collegata al Ṛgveda genere mukhya)
9. Chāndogya (collegata al Sāmaveda, genere mukhya)
10. Bṛhadāraṇyaka (collegata al Sukla Yajurveda, genere mukhya)
11. Brahma (collegata al Kṛṣṇa Yajurveda, genere Saṃnyāsa)
12. Kaivalya (collegata al Kṛṣṇa Yajurveda, genere śivaite)
13. Jābāla (collegata al Sukla Yajurveda, genere Saṃnyāsa)
14. Śvetāśvatara (collegata al Kṛṣṇa Yajurveda, genere Saṃnyāsa)
15. Haṃsa (collegata al Sukla Yajurveda, genere Yoga)
16. Āruṇika (collegata al Sāmaveda, genere Saṃnyāsa)
17. Garbha (collegata al Kṛṣṇa Yajurveda, genere Saṃnyāsa)
18. Nārāyaṇa (collegata al Kṛṣṇa Yajurveda, genere viṣnuite)
19. Paramahaṃsa (collegata al Sukla Yajurveda, genere Saṃnyāsa)
20. Amṛtabindu (collegata al Kṛṣṇa Yajurveda, genere Yoga)
21. Amṛtanāda (collegata al Kṛṣṇa Yajurveda, genere Yoga)
22. Atharvaśiras (collegata all' Atharvaveda, genere śivaite)
23. Atharvaśikhā (collegata all' Atharvaveda, genere śivaite)
24. Maitrāyaṇi (collegata al Sāmaveda, genere Saṃnyāsa)
25. Kauśītāki (collegata al Ṛgveda, genere Vedānta)
26. Bṛhajjābāla (collegata all' Atharvaveda, genere śivaite)
27. Nṛsiṃhatāpanī (collegata all' Atharvaveda, genere viṣnuite)
28. Kālāgnirudra (collegata al Kṛṣṇa Yajurveda, genere śivaite)
29. Maitreyi (collegata al Sāmaveda, genere Saṃnyāsa)
30. Subāla (collegata al Sukla Yajurveda, genere Vedānta)
31. Kṣurika (collegata al Kṛṣṇa Yajurveda, genere Yoga)
32. Mantrika (collegata al Sukla Yajurveda, genere Vedānta)
33. Sarvasāra (collegata al Kṛṣṇa Yajurveda, genere Vedānta)
34. Nirālamba (collegata al Sukla Yajurveda, genere Vedānta)
35. Śukarahasya (collegata al Kṛṣṇa Yajurveda, genere Vedānta)
36. Vajrasūchi (collegata al Sāmaveda, genere Vedānta)
37. Tejobindu (collegata al Kṛṣṇa Yajurveda, genere Saṃnyāsa)
38. Nādabindu (collegata al Ṛgveda, genere Yoga)
39. Dhyānabindu (collegata al Kṛṣṇa Yajurveda, genere Yoga)
40. Brahmavidyā (collegata al Kṛṣṇa Yajurveda, genere Yoga)
41. Yogatattva (collegata al Kṛṣṇa Yajurveda, genere Yoga)
42. Ātmabodha (collegata al Ṛgveda, genere Vedānta)
43. Parivrāt (Nāradaparivrājaka) (collegata all' Atharvaveda, genere Saṃnyāsa)
44. Triśikhi (collegata al Sukla Yajurveda, genere Yoga)
45. Sītā (collegata all' Atharvaveda, śakta)
46. Yogachūḍāmaṇi (collegata al Sāmaveda, genere Yoga)
47. Nirvāṇa (collegata al Ṛgveda, genere Saṃnyāsa)
48. Maṇḍalabrāhmaṇa (collegata al Sukla Yajurveda, genere Yoga)
49. Dakṣiṇāmūrti (collegata al Kṛṣṇa Yajurveda, genere śivaite)
50. Śarabha (collegata all' Atharvaveda, genere śivaite)
51. Skanda (Tripāḍvibhūṭi) (collegata al Kṛṣṇa Yajurveda, genere Vedānta)
52. Mahānārāyaṇa (collegata all' Atharvaveda, genere viṣnuite)
53. Advayatāraka (collegata al Sukla Yajurveda, genere Saṃnyāsa)
54. Rāmarahasya (collegata all' Atharvaveda, genere viṣnuite)
55. Rāmatāpaṇi (collegata all' Atharvaveda, genere viṣnuite)
56. Vāsudeva (collegata al Sāmaveda, genere viṣnuite)
57. Mudgala (collegata al Ṛgveda, genere Vedānta)
58. Śāṇḍilya (collegata all' Atharvaveda, genere Yoga)
59. Paiṅgala (collegata al Sukla Yajurveda, genere Vedānta)
60. Bhikṣu (collegata al Sukla Yajurveda, genere Saṃnyāsa)
61. Mahā (collegata al Sāmaveda, genere Vedānta)
62. Śārīraka (collegata al Kṛṣṇa Yajurveda, genere Vedānta)
63. Yogaśikhā (collegata al Kṛṣṇa Yajurveda genere Yoga)
64. Turīyātīta (collegata al Sukla Yajurveda, genere Saṃnyāsa)
65. Sannyāsa (collegata al Sāmaveda, genere Saṃnyāsa)
66. Paramahaṃsaparivrājaka (collegata all' Atharvaveda, genere Saṃnyāsa)
67. Akṣamālika (Mālika) (collegata al Ṛgveda, genere śivaite)
68. Avyakta (collegata al Sāmaveda, genere viṣnuite)
69. Ekākṣara (collegata al Kṛṣṇa Yajurveda, genere Vedānta)
70. Annapūrṇa (collegata all' Atharvaveda, śakta)
71. Sūrya (collegata all' Atharvaveda, genere Vedānta)
72. Akṣi (collegata al Kṛṣṇa Yajurveda, genere Vedānta)
73. Adhyātmā (collegata al Sukla Yajurveda, genere Vedānta)
74. Kuṇḍika (collegata al Sāmaveda, genere Saṃnyāsa)
75. Sāvitrī (collegata al Sāmaveda, genere Vedānta)
76. Ātmā (collegata all' Atharvaveda, genere Vedānta)
77. Pāśupata (collegata all' Atharvaveda, genere Yoga)
78. Parabrahma (collegata all' Atharvaveda, genere Saṃnyāsa)
79. Avadhūta (collegata al Kṛṣṇa Yajurveda, genere Saṃnyāsa)
80. Devī (collegata all' Atharvaveda, śakta)
81. Tripurātapani (collegata all' Atharvaveda, śakta)
82. Tripura (collegata al Ṛgveda, śakta)
83. Kaṭharudra (collegata al Kṛṣṇa Yajurveda, genere Saṃnyāsa)
84. Bhāvana (collegata all' Atharvaveda, śakta)
85. Rudrahṛdaya (collegata al Kṛṣṇa Yajurveda, genere śivaite)
86. Yogakuṇḍalini (collegata al Kṛṣṇa Yajurveda, genere Yoga)
87. Bhasma (collegata all' Atharvaveda, genere śivaite)
88. Rudrākṣa (collegata al Sāmaveda, genere śivaite)
89. Gaṇapati (collegata all' Atharvaveda, genere śivaite)
90. Darśana (collegata al Sāmaveda, genere Yoga)
91. Tārasāra (collegata al Sukla Yajurveda, genere viṣnuite)
92. Mahāvākya (collegata all' Atharvaveda, genere Yoga)
93. Pañcabrahma (collegata al Kṛṣṇa Yajurveda, genere śivaite)
94. Prāṇāgnihotra (collegata al Kṛṣṇa Yajurveda, genere Vedānta)
95. Gopālatāpani (collegata all' Atharvaveda, genere viṣnuite)
96. Kṛṣṇa (collegata all' Atharvaveda, genere viṣnuite)
97. Yājñavalkya (collegata al Sukla Yajurveda, genere Saṃnyāsa)
98. Varāha (collegata al Kṛṣṇa Yajurveda, genere Saṃnyāsa)
99. Śāṭyāyani (collegata al Sukla Yajurveda, genere Saṃnyāsa)
100. Hayagrīva (collegata all' Atharvaveda, genere viṣnuite)
101. Dattātreya (collegata all' Atharvaveda, genere viṣnuite)
102. Gāruḍa (collegata all' Atharvaveda, genere viṣnuite)
103. Kalisaṃtaraṇa (collegata al Kṛṣṇa Yajurveda, genere viṣnuite)
104. Jābāli (collegata al Sāmaveda, genere śivaite)
105. Saubhāgya (collegata al Ṛgveda, śakta)
106. Sarasvatīrahasya (collegata al Kṛṣṇa Yajurveda, śakta)
107. Bahvṛca (collegata al Ṛgveda, śakta)
108. Muktikā (collegata al Sukla Yajurveda, genere Vedānta)

Note

cite-note-11. mwaz4 mwaaa«The Upaniṣad were first put into written form in 1656 CE, when Sultan Dara Shakoh sponsored the translation of fifty Upaniṣad from Sanskrit into Persian.» mwaae(William K. Mahony. «Upaniṣad» in mwaaiEncyclopedia of Religion vol. 14. New York, MacMillan, 2005 pag. 9480.)
cite-note-22. Prefazione a mwaayUpaniṣad antiche e medie (a cura di mwaacPio Filippani Ronconi). Torino, Bollati Boringhieri, 2007, pagg. VIII e segg.
cite-note-33. mwaasmwaawMagi 2006,mwaa0 p. 11933.
cite-note-44. Cfr., mwabemwabiMagi 2006,mwabm p. 11935; mwabqmwabuMahony 2005,mwaby p. 407; Mario Piantelli. In (a cura di Giovanni Filoramo) mwabcHinduismo. Bari, Laterza, 2002, pag. 6; Margaret Sutley e James Sutley. mwabgDizionario dell'Induismo. Roma, Ubaldini, 1980, pag. 453; Anna L. Dallapiccola. mwabkInduismo. Milano, Bompiani, 2005, pag. 273.
cite-note-55. mwab0mwab4Magi 2006,mwab8 p.mwaca ?.
cite-note-op-cit-66. mwacgmwackMahony 2005.
cite-note-77. mwac0mwac4Magi 2006,mwac8 p. 11934.
cite-note-88. mwadm mwadu«The Upanisads introduced also the doctrine of the cycle of birth-death-rebirth (samsāra) and the hope of an escape from this cycle into moksa or mukti. The Bhagavadgītā attempted a synthesis of previous Vedic and Upanisadic ideas, whereas many rival systems of thought flourished at the same time. Of these latter, the two most durable have proved to be Buddhism and Jainism» mwady(Companion Encyclopedia of Asian Philosophy (a cura di Brian Carr e Indira Mahalingam). London e NY, Routledge, 2005, pag. 87)

Bibliografia

• mwadoCarlo Della Casa (a cura di), mwadsUpaniṣad, Torino, UTET, 1976, ISBN 88-02-02305-0.
• Carlo Della Casa (a cura di), mwad4Upaniṣad Vediche, Milano, TEA, 2000, ISBN 88-7818-810-7.
• mwaeePio Filippani Ronconi (a cura di), Upaniṣad: antiche e medie, Torino, Boringhieri, 1960-1961, SBN MIL\0139686.
• Pio Filippani Ronconi (a cura di), mwaemUpaniṣad antiche e medie, Torino, Bollati Boringhieri, 2007, ISBN 978-88-339-1797-9.
• citerefmagi-2006Gianluca Magi, Upanishad, in Enciclopedia filosofica, vol. 12, Milano, Bompiani, 2006, ISBN 88-452-5777-0.
• citerefmahony-2005William K. Mahony, Upanishad, in Enciclopedia delle religioni, vol. 9, Milano, Jaca Book, 2006, ISBN 88-16-41009-4.
• mwaegRaphael (a cura di), Cinque Upaniṣad: Îśa, Kaivalya, Sarvasāra, Amṛtabindu, Atharvaśira, 3ª ed., Roma, Āśram Vidyā, 2000, ISBN 88-85405-34-7.
• mwaeo(IT, SA) Raphael (a cura di), Upaniṣad, Milano, Bompiani, 2010, ISBN 978-88-452-6464-1.

Voci correlate

• mwae4Vedānta
• mwafaBrahman
• mwafiVidyā
• mwafqMahābhārata
• mwafyPurāṇa
• mwafgRāmāyaṇa
• mwafoInduismo
• mwafwVeda

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Collegamenti esterni

• citerefdizionario-di-filosofiaUpanisad, in Dizionario di filosofia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2009.
• citerefbritannica-com(EN) Patrick Olivelle, Upanishad, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefinternet-encyclopedia-of-philosophy(EN) Brian Black, Upanisads, su Internet Encyclopedia of Philosophy.
• mwagm(EN) Upaniṣad Texts from Sanskrit Documents Site, su sanskrit.gde.to. URL consultato il 27 novembre 2004 (archiviato dall'url originale il 7 settembre 2006).
• mwagu(EN) Upaniṣad page from hindunet.org, su hindunet.org.
• mwagc(EN) The 108 Upaniṣads, su celextel.org. URL consultato il 3 aprile 2006 (archiviato dall'url originale il 29 dicembre 2010).